Come vedi il colore? – Teoria del colore e fisica della luce.

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GIUGNO 2020

di Andrea Dotta

In questo post voglio mettere le basi di un pensiero semplice che ricorrerà in tutta la tua carriera artistica sul colore: 

Le differenze tra COLORE e LUMINOSITÀ e come, 

dopo averle comprese, potrai usarle per qualsiasi tuo scopo. 

Partiamo da come funziona la luce, come il tuo occhio la riceve e come il tuo cervello la elabora per riconoscere il mondo che ti sta intorno. 

 

1. LA LUCE E LE LUNGHEZZE D’ONDA 

La luce è un fenomeno delle onde elettromagnetiche e può essere scomposta a seconda della sua lunghezza d’onda. Le lunghezze d’onda visibili variano da 380 nanometri (blu-violetto) fino ai 760 nanometri (rosso). 

Spettro visibile colori - Fisica della Luce

 

Quando un oggetto è illuminato assorbe tutta le lunghezze d’onda tranne quella che riflette come colore. Per esempio se un oggetto ti appare arancione, quell’oggetto starà assorbendo tutte le frequenze tranne quella dell’arancione che viene riflessa e arriva ai tuoi occhi. Un oggetto bianco rifletterà tutta la luce, mentre uno nero ne assorbirà la maggior parte. 

Quindi senza luce il mondo è incolore. 

2. COME L’OCCHIO VEDE LA LUCE 

Dopo aver rimbalzato sui vari oggetti, le lunghezze d’onda risultanti arriveranno ai tuoi occhi venendo raccolte nella parte posteriore della retina grazie a varie cellule dette Fotorecettori. 

I fotorecettori sono cellule nervose sensibili alle onde luminose e svol- gono un’importante funzione. Essi trasformano la luce che arriva sul fondo dell’occhio in una informazione (prima chimica, poi elettrica) da trasmettere al cervello mediante il nervo ottico. 

Questi fotorecettori sono di due tipi: 

 

  • BASTONCELLI: Acquisiscono dati sulla quantità di luce che arri- va ai tuoi occhi; 

 

  • CONI: I coni acquisiscono invece tutte le informazioni riguardanti le lunghezze d’onda e sono di tre tipi: 

 

  1. Coni blu ( C ): Questi coni vengono stimolati dalle lunghezze d’onda corte e sono il 12% del totale dei coni; 

 

  1. Coni verde ( M ): Questi coni vengono stimolati dalle lunghezze d’onda medie e sono il 55% del totale dei coni; 

 

  1. Coni rosso ( L ): Questi coni vengono stimolati dalle lunghezze d’onda lunghe e sono il 33% del totale dei coni. 

 

I Bastoncelli acquisiscono i dati della luce e li inviano al cervello dove verranno analizzati e separatamente fanno i Coni con i dati del colore. Quindi iniziamo a considerare in modo separato e parallelo colore e luminosità. 

 

Nel tuo cervello questi dati vengono analizzati in modo binario formando i 6 PRIMARI PSICOLOGICI. Il tuo cervello ragiona per opposti e quindi prende questi sei primari e li accoppia. 

 

  • BIANCO e NERO: Se c’è bianco non c’è nero, se c’è luce non c’è buio; 

 

  • VERDE e ROSSO: Se in un colore c’è verde non potrà mai esserci rosso quindi non può esistere verde che tenda al rosso; 

 

  • BLU e GIALLO: Se in un colore c’è blu non potrà mai esserci giallo quindi non può esistere blu che tenda al giallo. 

 

Rimane solo una domanda: da dove spunta il giallo? 

 

Gli altri colori primari vengono creati quando i coni di riferimento vengono stimolati, mentre il giallo si crea quando sia i coni rossi che quelli verdi vengono stimolati. Partendo dal presupposto che quando un cono viene stimolato acqui- siamo luce, più coni vengono stimolati più luminoso ti sembrerà quel colore. 

Il giallo è il colore più luminoso di tutti poichè stimola la maggior quantità di coni del tuo occhio. 

 

COME IL CERVELLO ELABORA LA LUCE

 

Dopo aver capito come il tuo cervello analizza i dati creando la luminosità (bianco-nero) e il colore (verde-rosso/giallo-blu) rimane solo da spiegare a cosa servono questi due fattori per noi. 

 

  • LUMINOSITÀ: La Luminosità si occupa del “dove”. Ci serve a determinare lo spazio intorno a noi, a vedere la profondità e a che distanza ogni oggetto è collocato. È vitale per la maggior parte degli esseri viventi. Esiste una pittura che assorbe quasi il 100% della luce: il Vantablack. Se un oggetto viene dipinto con questa pittura non sarà distinguibile nelle tre dimensioni e ti apparirà solamente come una sagoma nera. Senza percezione della luminosità non si percepisce lo spazio; 

 

  • COLORE: Il Colore si occupa del “cosa”. Ci serve per distingue- re un oggetto dall’altro, è una separazione immaginaria che ci comuni- ca i bordi di un oggetto e l’inizio di un altro. È una sorta di separazione dello spazio visivo che ci aiuta a identificare quello che ci interessa. Questo concetto viene sfruttato molto nel marketing dove bisogna differenziare un prodotto da un altro. 

Dove voglio arrivare? 

 

Noi quando creiamo un’immagine inganniamo l’occhio di chi guarda perché pensi che sia uno spazio reale e tridimensionale. 

 

Ora sappiamo che per creare profondità spaziale devi usare la luminosità, cioè lavorare sui contrasti di luci e ombre, se invece vuoi se- parare un oggetto da un altro devi usare il colore, cioè le tinte piatte della tua immagine. Manca solo un concetto da spiegare e un paio di strumenti per gestirlo. 

 

Se vediamo solo la luminosità non percepiamo i colori, mentre quando vediamo i colori percepiamo anche la luminosità. 

 

Nel senso che ogni colore corrisponde a una determinata quantità di luce che arriva al nostro occhio, di conseguenza anche solo utilizzando dei colori piatti senza l’utilizzo di ombre già puoi e devi creare profondità. 

Come orientarsi su quanto un colore sia scuro?

Usando la scala per luminosità. 

3. SCALA SPETTRALE E SCALA PER LUMINOSITÀ 

 

  • SCALA SPETTRALE: È la scala di colori classica, si basa sulle lunghezze d’onda, dalle più corte del blu alle più lunghe del rosso. Il magenta non esiste nello spettro cromatico, viene creato nella sovrapposizione di luce rossa e luce blu, così facendo questa scala può diventare circolare. 

Scala spettrale del colore

 

  • SCALA PER LUMINOSITÀ: Si basa sulla quantità di luce che il nostro occhio riceve da queste determinate lunghezze d’onda. Avendo molti più coni nel nostro occhio sensibili al verde (55%) per noi è uno dei colori più luminosi, mentre a scendere coni rosso (33%) e coni blu (12%) sono presenti in minor quantità e quindi li percepiamo come colori più scuri.  Il giallo come già detto è creato stimolando contemporaneamente i coni verde e i coni rosso, quindi il giallo per noi è il colore più luminoso di tutti, quello che più si avvicina al bianco. Di conseguenza la scala per Luminosità è così composta: 

SCALA PER LUMINOSITÀ DEL COLORE

Sapendo questo quando devi scegliere un colore scuro di una quinta o devi realizzare una parte in ombra, sai che dovrai impegnarti molto di più se utilizzi un giallo, mentre un blu ti parrà quasi da subito una zona in ombra. Al contrario se devi creare una zona luminosa dovrai schiarire di molto un blu o un rosso. 

4. I VARI STUDI A RIGUARDO

La teoria dei colori di Johann Wolfgang Goethe

Della Teoria del colore ne han parlato in molti durante la storia, ognuno ha formulato le sue teorie e molte sono state smentite dai successivi studiosi.

Tra i più famosi nel farlo ci sono Johann Wolfgang Goethe con le sue teorie un po’ datate affermando in “La teoria dei colori” che:

“non è la luce bianca a scaturire dalla sovrapposizione dei colori, bensì il contrario; i colori non sono «primari», ma consistono in un offuscamento della luce, o nell’interazione di questa con l’oscurità.”

L'arte del colore di Johannes Itten

Altro studioso importante è Johannes Itten di cui alcune teorie dal suo libro “L’arte del colore” sono ancora in uso negli attuali studi del colore senza essere state smentite, come la suddivisione dei Contrasti di colore in 7 CONTRASTI FONDAMENTALI.

Se vuoi dare uno sguardo ai migliori libri in circolazione per studiare il Colore e la Colorazione Digitale ti consiglio –> 5 LIBRI sul Colore per Fumettisti, Concept Artist e Illustratori.

Spero l’articolo ti sia stato utile!

A presto!

Andrea Dotta
Andrea Dotta

Owner and Founder di Colorazionedigitale.it
Classe 1989, inizia la sua carriera a 21 anni lavorando come Colorista e Disegnatore Professionista in ambito di Fumetto e Illustrazione.

Si distingue per i suoi lavori in collaborazione con Disney Egmont, Lego e Tatailab, contando anche i suoi progetti personali come il fumetto Johnny Dynamic e il primo libro sulla Colorazione Digitale in Italia.

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